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In occasione del convegno "I nuovi scenari della professione infermieristica", organizzato sabato dall’Ordine provinciale delle professioni infermieristiche, il sindaco Michele de Pascale ha portato il suo saluto ringraziando per il costante coinvolgimento e confronto con le amministrazioni e facendo alcune importanti riflessioni sulla professione infermieristica e più in generale sulle politiche per la salute dei cittadini.

“L’evoluzione delle professioni infermieristiche incide in modo determinate nell’evoluzione del complesso delle politiche sanitarie - ha spiegato De Pascale - Anche nel nostro territorio ci stiamo impegnando perché nelle case della salute e nei reparti a gestione infermieristica il ruolo dell’infermiere diventi sempre di più centrale, sia nelle politiche di assistenza dei malati che nelle attività di prevenzione. Oggi dobbiamo fare tre importanti denunce che devono essere all’attenzione di chiunque si occupi di politiche sanitarie e che sono determinanti per la qualità dei servizi nel territorio. La prima, il sotto-finanziamento del servizio sanitario nazionale.

Anche se in passato ci si è vantati di non aver fatto tagli in sanità, il fatto di non aver aumentato le risorse ha significato operare tagli, poiché, evolvendo costantemente le cure, di conseguenza aumentano anche i costi e in parallelo cresce la popolazione anziana. Questo si ripercuote in maniera molto forte sulle possibilità di assumere e formare professionisti. Secondo tema: si chiede alle professioni infermieristiche di rivestire un ruolo sempre più importante, ma questo non si accompagna a investimenti sulla formazione continua, corsi di specializzazione, possibilità di prosecuzione della propria carriera accademica e anche ad adeguati riconoscimenti economici. Perché in un momento di medicina difensiva come quello a cui assistiamo, a maggiori responsabilità degli infermieri devono anche essere collegati maggiori profili retributivi.

Terzo elemento, un grido di allarme: negli ultimi vent’anni sono state sbagliate tutte le politiche di programmazione e formazione delle professioni sanitarie. Già oggi, ma nei prossimi anni ancora di più, ci troveremo in una grave carenza di medici, infermieri e altre figure professionalizzate. È stato un errore enorme in termini di programmazione: se guardiamo il trend dei pensionamenti, una volta finito l’effetto della legge Fornero inseriremo nel mercato del lavoro molti meno professionisti di quelli che andranno in pensione.

Sui medici questa situazione è ormai irrecuperabile – perché se interveniamo oggi, avremo una risposta fra dieci/quindici anni – sulle professioni infermieristiche invece si può ancora correggere la rotta. Questi elementi: finanziamenti, formazione, riconoscimento del ruolo e politiche per aumentare il numero dei professionisti nei prossimi anni saranno temi importanti con un effetto sulla qualità della vita dei cittadini”.