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«Abbiamo un grosso problema: la carenza di personale. Servono medici, infermieri, tecnici, operatori sanitari. Sono stati banditi concorsi per ortopedici, pediatri, anestesisti, interventisti, ma non troviamo personale».

Giovanna Baraldi, direttore generale dell’Azienda ospedaliera, ha colto l’occasione delle celebrazioni per i primi 10 anni di vita del centro di riabilitazione Borsalino per lanciare l’allarme.

Lo ha fatto dinanzi all’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Antonio Saitta. In questo momento, ha spiegato Baraldi, con la Regione uscita dal «piano di rientro» e con i conti in ordine, il problema non è tanto (o solo) quello delle risorse economiche, ma di quelle umane. Con grossi interrogativi sul futuro della sanità locale: «La distribuzione delle risorse su questo territorio su tanti presidi, non integrata e non unitaria, farà sì che in tutti gli ospedali avremo problemi». Saitta ha subito risposto: «Il problema è nazionale, la formazione non sempre è adeguata alle richieste, il sistema universitario non forma il personale che sarebbe necessario.

Ne abbiamo già parlato con i due ministri (della Salute e del Miur; ndr), ma bisogna fare in fretta, altrimenti saremo davvero in seria difficoltà». L’assessore della Giunta del governatore Sergio Chiamparino indica un modello di sanità che aiuta a ottimizzare le risorse a disposizione, sia quelle umane sia economiche: «La rete è l’unico modo che permette al nostro sistema di elevare e migliorare le prestazioni per il paziente». In questo contesto, il Borsalino è giudicato «un fiore all’occhiello». Un’eccellenza che in 10 anni è diventata davvero un punto di riferimento non solo in ambito provinciale.

Come testimoniano i dati citati dal neo direttore di dipartimento Marco Polverelli e relativi ai pazienti ricoverati lo scorso anno: «Venti per coma, 47 per lesioni midollari, 105 per ictus cerebrali, 393 per riabilitazione cardiorespiratoria e 186 per problemi ortotraumatologici». Numeri importanti, affrontati grazie a un lavoro di squadra che coinvolge decine di operatori e di specialisti. La storia del recupero del Borsalino, l’ex sanatorio realizzato nel 1934 rinato come centro di riabilitazione dopo la disastrosa alluvione del 1994, testimonia un percorso di impegno e solidarietà che negli ultimi vent’anni ha visto fianco a fianco istituzioni ma anche tantissimi cittadini (sia come «stimolatori» della trasformazione sia come benefattori).

Un ruolo di primo piano l’ha avuto inoltre la Fondazione Cassa di risparmio di Alessandria, che con la Regione aveva dato vita alla società Borsalino 2000. «Siamo pronti a replicare quel modello - ha annunciato Antonio Maconi -, questa volta coinvolgendo pure l’Università».