"Chiarire chi è l'infermiere, cosa fa e quanto vale la sua professionalità". E' quanto chiede la Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi al ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al Presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, in una lettera che sottolinea l'urgenza di interventi "per impedire che notizie non corrette sulla professione infermieristica e attribuzioni inesatte agli infermieri di azioni e reati possano minare alla base non solo la professione, ma soprattutto la credibilità che questa ha nei confronti dei cittadini".

E' bene chiarire chi fa cosa e non generalizzare definendo "infermieri" tutti coloro che nelle strutture sanitarie lavorano con un camice e non sono medici, è il concetto di base. E la Federazione Ipasvi nella lettera sottolinea che se il diritto di cronaca è sacro, altrettanto lo è quello alla dignità professionale degli infermieri e soprattutto quello costituzionale alla salute dei cittadini che in questo modo si trovano ad affrontare una corsa a ostacoli per superare falsi spauracchi e ristabilire i veri principi dell'assistenza e della fiducia in chi li assiste.

La lettera è stata inviata per conoscenza anche al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al sottosegretario alla Salute Vito De Filippo, al presidente della Commissione salute delle Regioni Antonio Saitta, al ministero della Giustizia, all'Ordine nazionale dei giornalisti, alla Federazione nazionale della stampa e alla Federazione nazionale Editori Giornali.

Chiarire chi è l'infermiere, chiede Ipasvi, "ai media che mostrano nella gran parte dei casi, di non saperlo e con troppa leggerezza, senza valutarne le conseguenze, sparano a zero su una categoria che si trova indebolita e umiliata dalle loro affermazioni"; "ai cittadini, perché sappiano che si affidano a mani esperte e sicure, a veri professionisti della salute e perché sappiano, soprattutto, su chi far conto e a chi rivolgersi rispetto ai propri bisogni di salute"; ma chiarirlo anche "per i nostri professionisti, che non chiedono lodi o complimenti, ma che da anni ormai, in periodi di crisi gravi come quelli che stiamo attraversando, difendono la qualità del Servizio sanitario facendo conto su stessi e sulla volontà di mantenere l'impegno che con la loro professione hanno assunto verso i cittadini".

Ipasvi

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