Infermieristica di famiglia-comunità; assistenza domiciliare; assistenza ambulatoriale; ospedali di comunità. Questi i quattro indirizzi professionali contenuti nel primo documento esaminato dal tavolo sulla professione infermieristica, insediato al ministero della Salute all’inizio dell’estate.

Oggi il tavolo, coordinato da Maurizio Zega, ha trovato l’accordo su un testo che in buona sostanza ricalca la versione già messa a punto a luglio e poi “emendata” da tutti i partecipanti. Entro una decina di giorni avverrà il passaggio dal piano tecnico a quello politico, con l’incontro tra la presidente Ipasvi Barbara Mangiacavalli e il sottosegretario alla Salute Vito de Filippo. Subito dopo, l’invio alla Conferenza Stato-Regioni per l’approvazione definitiva.

I lavori del tavolo non si fermano qui: lo step successivo sarà la messa a punto - promossa da Agenas - di una serie di indicatori necessari a misurare le attività assistenziali erogate dal nursing.

Intanto, Mangiacavalli spiega la ratio del documento licenziato in sede tecnica dal tavolo: «La presa in carico degli assistiti, territoriale e ospedaliera - dice - deve prevedere un modello che si caratterizzi per la capacità di porre il paziente al centro, puntando a integrazione e personalizzazione dell’assistenza. È, infatti, particolarmente funzionale allo sviluppo e all’utilizzo dei percorsi clinico assistenziali integrati, la traduzione locale delle linee guida nella pratica clinica, cosa che pare rispondere meglio non solo ai bisogni assistenziali di pazienti sempre più anziani e affetti da complesse polipatologie, ma anche alla necessaria integrazione multidisciplinare e multiprofessionale».

La parola d’ordine, anche nel caso del nursing, è coniugare risorse scarse, equità ed efficienza. La ricetta individuata dal tavolo, in linea del resto con gli orientamenti già tracciati da documenti di programmazione come il Piano nazionale cronicità, è la sanità d’iniziativa.

Infermieristica di famiglia/comunità. Ripensa il sistema dei servizi a livello delle comunità locali e propone un nuovo modo di progettarli e attivarli, intendendoli come reti integrate di intervento che si basano sulla collaborazione fra soggetti primari (famiglie, gruppi, associazioni,) e servizi organizzati (pubblici e privati) mediante relazioni di reciprocità sinergica.

Assistenza infermieristica domiciliare. È rivolta a persone impossibilitate ad accedere ai presidi distrettuali, a persone che desiderano rimanere nel proprio domicilio pur necessitando di assistenza sanitaria e/o di strumenti vicarianti le funzioni vitali, a persone in terminalità di vita. Il sistema per gli interventi e i servizi domiciliari si ispira al modello della domiciliarizzazione di prestazioni e processi, intendendo per domicilio il normale ambiente di vita della persona, sia essa la propria abitazione, sia una struttura. Le prestazioni possono essere attuate in forma singola o in semplice associazione, dai professionisti coinvolti oppure con modalità integrata pluridisciplinare e pluriprofessionale.

Assistenza infermieristica ambulatoriale. Attraverso gli infermieri di comunità operanti negli ambulatori infermieristici è possibile effettuare, in correlazione con i Mmg, il monitoraggio dei fattori di rischio, l’informazione e l’educazione sanitaria, l’orientamento all'utilizzo appropriato e razionale dei servizi sanitari, socio sanitari e assistenziali offerti, il follow up e erogare variegate risposte sanitarie di prossimità. Una dimensione innovativa del setting infermieristico ambulatoriale è il triage telefonico per il monitoraggio a distanza.

Ospedali di comunità. Le degenze territoriali di prossimità a gestione infermieristica (ospedali di comunità) rientrano negli obiettivi che il ministero della Salute ha identificato per lìutilizzo appropriato della rete ospedaliera e per il potenziamento delle cure primarie. L’infermiere di famiglia/comunità che opera in tali strutture, prende in carico prevalentemente pazienti che necessitano di sorveglianza infermieristica continuativa o di interventi sanitari che sarebbero potenzialmente erogabili a domicilio a causa del riacutizzarsi di patologie croniche ma che, in mancanza di idoneità del domicilio (strutturale e familiare), necessitano di ricovero in queste strutture. La gestione dei processi di cura, assistenza e gestione negli ospedali di comunità è infermieristica.

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