PESCARA. Le ultime decisioni del direttore generale Asl Armando Mancinisembrano una sfida alla Regione che chiede di tagliare le spese per il personale. Mancini ha prorogato i contratti in scadenza a 35 infermieri e ausiliari; ha detto sì all’assunzione di 18 dipendenti per tre mesi ed evitare così la paralisi dell0ospedale durante l’estate; ha approvato l’arrivo di 11 dipendenti da altre Asl che resteranno a Pescara per un anno. Una spesa di quasi un milione di euro proprio nel momento in cui la Regione, con un decreto del presidente Pd Luciano D’Alfonso, chiede anche alla Asl di Pescara di tagliare i costi del personale di oltre due milioni di euro nel biennio 2016-2017.

 

Un taglio impossibile secondo la Cisl-fp che, se fosse portato a termine, potrebbe avere la conseguenza di paralizzare l’attività degli ospedali a Pescara, Penne e Popoli: «A fronte di tagli così drammatici», spiega Davide Farina, segretario della Cisl-fp, «non è detto che la Asl potrebbe riuscire a garantire i servizi sanitari obbligati per legge dal nostro sistema sanitario. Un pericolo non scongiurato neanche con un’attenta gestione degli organici. In tal caso, la Asl stessa si troverebbe di fronte all’antipatico dilemma se fare i conti con la magistratura ordinaria, qualora non si rispettino i servizi sanitari minimi garantiti per legge, o con la magistratura contabile in caso di sforamento del tetto di spesa per adempiere al dettato legislativo della Regione. Di fronte a tale amletico interrogativo», dice Farina, «non possiamo che accogliere con favore le decisioni di Mancini di prorogare il contratto a tempo determinato, fino al 31 dicembre, di 35 operatori sanitari (10 infermieri professionali, 23 ausiliari e 2 operatori socio-sanitari) e reclutare, nel contempo, altre 18 unità (10 infermieri professionali, 3 infermieri pediatrici e 5 operatori socio-sanitari) fino al 30 settembre per coperture di assenze temporanee e dare la possibilità di effettuare la turnazione prevista per le ferie estive. È positivo, inoltre», continua Farina, «che la Asl abbia concesso l’assenso al comando per 12 mesi per ulteriori 11 unità (7 infermieri professionali, 3 operatori socio-sanitari e un assistente sociale)».

La Cisl, però, chiede a Mancini di avviare una «ricognizione dell’organico del personale» per scovare eventuali privilegi con il personale di corsia al lavoro negli uffici: «Lo avevamo già chiesto, ma vanamente, anche al precedente manager Claudio D’Amario, ora rinnoviamo la richiesta a Mancini. E il dovere di renderne conto», afferma Farina, «diventa ancor più necessario nel momento in cui si chiedono enormi sacrifici al personale al fine di garantire i livelli essenziali

di assistenza in condizioni di gravi criticità quali quelli attuali. La trasparenza dell’atto ricognitivo, peraltro, avrebbe lo scopo di rimuovere ogni dubbio sull’esistenza di zone franche per sacche di privilegi di alcuni operatori, oggi ingiustificabili».

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