Era stata annunciata già nello scorso mese di settembre e si dovrebbe concretizzare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del bando di concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di 600 nuovi addetti alla sanità calabrese. In realtà si tratta di due concorsi, uno per la selezione di 300 infermieri e un altro per quella di 300 operatori sociosanitari. Il tutto viene gestito dall’azienda Pugliese Ciaccio di Catanzaro per conto di tutte le Asp e le Aziende Ospedaliere della Regione.

Il concorso servirà a formare una graduatoria dalla quale tutte le aziende sanitarie e ospedaliere pubbliche potranno attingere. Era un concorso atteso da ben 6 anni, visto che l’ultima graduatoria a scorrimento riguardante gli infermieri risale al 2009 e che risultava perfino bloccata.

In questi anni la categoria ha più volte protestato per i continui rinvii del concorso e per il blocco del turn over. Fino allo scorso mese di settembre il commissario Scura aveva rassicurato sulla pubblicazione del bando per i primi giorni del 2016. E’un passaggio fondamentale che deve concretizzarsi al più presto visto che i reparti scoppiano ospedalieri e le unità di Pronto soccorso sono ridotte all’osso ormai da anni.

Con il conseguente aumento delle liste d’attesa e del fenomeno dell’emigrazione sanitaria. Le assunzioni che questo concorso comporterà serviranno a far respirare i reparti, ma non certo a risolvere l’emergenza salute nella nostra Regione. Intanto, dal punto di vista politico, il centrosinistra in coro chiede un Consiglio regionale nel quale discutere la delicata situazione del settore in Calabria. La richiesta più pressante è quella di Carletto Guccione, appoggiato dal presidente della commissione Sanità Michelangelo Mirabello per il quale “è arrivato il momento di rivedere il piano di rientro a partire da una valutazione degli effetti non certo positivi prodotti in questi anni”.

A Mirabello hanno fatto eco altri eletti della maggioranza in seno a palazzo Campanella. Da Orlandino Greco che ha rilevato la totale inefficacia della gestione commissariale sul Piano di Rientro” a Flora Sculco, secondo cui “organizzare la seduta del Consiglio regionale sulla Sanità è il minimo che si possa fare visto che le criticità del sistema aumentano, nonostante anni di commissariamento”.

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