TERAMO. In arrivo 43 nuovi infermieri per l’estate. La carenza di personale della Asl di teramo è tale che, in concomitanza con le ferie, è diventato praticamente impossibile assicurare i turni di lavoro. E così domani il direttore generale Roberto Fagnano adotterà un delibera in cui chiude all’agenzia di lavoro interinale Etjca di fornire a tambus battente 43 infermieri per poco più di due mesi, dal 21 o 22 luglio al 30 settembre.

«Dobbiamo tamponare la grave carenza di personale che ormai non ci consente di continuare ad erogare l'assistenza nei quattro ospedali», spiega Maurizio Di Giosia, direttore amministrativo della Asl, «abbiamo fatto degli accorpamenti di reparti, ma non è stato sufficiente. A questo si aggiungono, come aggravanti, un eccessivo utilizzo della legge 104 (che prevede uno o due giorni di permesso al mese per assistere i familiari invalidi, ndr). Non solo: abbiamo 7 dipendenti che si sono operati al piede, per l’alluce valgo soprattutto, contemporaneamente questo mese. Insomma, l’alternativa sarebbe stato chiudere un ospedale, eventualità impossibile».

La maggior parte degli infermieri “a tempo” sarà destinata all’ospedale di Teramo (più o meno 25), e i restanti saranno suddivisi fra Giulianova, Atri e Sant’Omero.

La situazione dovrebbe migliorare a ottobre-novembre, quando finirà l’iter per avviare la mobilità dall’esterno e dovrebbero arrivare, a meno di intoppi dovuti a divieti dell’ente di provenienza, 60 infermieri (per ora gli idonei sono 160). Un’altra ventina, fra infermierti e Oss, saranno recuperati dall’appalto all’esterno di alcuni servizi fra cui quelli non medici per la Rsa di Casalena: la gara è in corso e sarà velocissima.

Intanto sono rientrati alcuni medici che erano in aspettativa per motivi di studio all’estero. Il manager, alla scadenza dell’aspettativa – per due a giugno e tre a luglio – non l’ha rinnovata. Il motivo è sempre lo stesso: la grave carenza di personale per cui la Asl cerca di recuperare tutte le forze disponibili. Dei cinque medici uno,

Maurizio Fuschi (radiologia interventistica) si è dimesso ed è tornato in Inghilterra, mentre un altro, il cardiologo Tito Di Camilloha citato in giudizio la Asl. La causa è in corso e nel frattempo il giudice ha riammesso il medico all’aspettativa.

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