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Da un articolo pubblicato a giugno 2016 su Geriatric Nursing emerge una insufficiente conoscenza, da parte del personale infermieristico, delle patologie a carico del cavo orale delle persone anziane, oltre alla scarsa attenzione circa le misure preventive e terapeutiche.

Per effettuare la ricerca sono stati osservate le pratiche che 25 infermieri dedicavano a supportare l'igiene orale di pazienti in degenza. Oltre alla valutazione dell'attività dedicata a sensibilizzare il paziente sulla necessità di prendersi cura della propria igiene orale, i ricercatori hanno valutato l'azione degli infermieri a supporto della pulizia delle protesi, dell'igiene orale, della pulizia della lingua e della cavità orale.

I ricercatori hanno sentenziato che gli infermieri coinvolti nella ricerca non incoraggiano e supportano i pazienti nelle pratiche di igiene orale e neppure per quanto riguarda la pulizia della protesi, evidenziando come siano necessari protocolli operativi che li guidino nel praticare queste azioni.

"In Italia -spiega ad Odontoaitria33 Maria Teresa Agneta (nella foto) presidente AIDI Puglia- la situazione non si discosta molto da quella descritta nel Lavoro. La personale esperienza lavorativa in ambito pubblico e l'analisi dei dati emersi dall'attività di screening condotta proprio su anziani ospedalizzati e ospiti di RSA, conferma le numerose problematiche spesso causate dall'ingente accumulo di placca e tartaro. Tra queste: gengiviti e parodontiti, carie, residui radicolari, lesioni delle mucose, alitosi, secchezza delle fauci, alterazioni del gusto, alitosi, edentulia parziale o totale".

L'attività di prevenzione condotta, ha previsto il coinvolgimento del personale infermieristico e degli O.S.S, attraverso la somministrazione di un questionario, dal quale è emerso che non sempre questi provvedono alle manovre di igiene orale; non hanno a disposizione strumenti adeguati; non ritengono sia una manovra di loro competenza; non si occupano dell'igiene orale delle persone non autosufficienti; ma soprattutto non sottopongono i pazienti ad alcun controllo dal dentista o dall'igienista dentale.

"Alla luce di questi dati -continua il presidente di AIDI Puglia- diventa indispensabile la presenza della figura professionale dell'igienista dentale in questi ambiti, al fine di sviluppare una metodologia di lavoro multidisciplinare e multiprofessionale, educare il paziente anziano collaborante e il caregiver circa le malattie odontostomatologiche e le azioni preventive, individuare i bisogni di intervento odontostomatologico, mantenere l'integrità e l'idratazione della mucosa orale, prevenire le infezioni del cavo orale e delle prime vie aeree, l'alitosi e le conseguenze legate alla malnutrizione. La ricerca ha dimostrato che un approccio interdisciplinare all'assistenza sanitaria orale, migliora la conoscenza, la consapevolezza e rende la salute orale più vicina alla migliore pratica (Fallon e coll. 2006). Si rende indispensabile quindi un adeguamento delle politiche sanitarie ai bisogni della popolazione anziana che valorizzino l'aspetto di igiene e cura del cavo orale, introducano nuovi strumenti di assessment e sviluppino programmi di formazione agli operatori di assistenza".