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Università, oltre 27mila posti per le professioni sanitarie

6 Anni 8 Mesi fa #12533 da admin
Per le 22 professioni sanitarie, tra cui infermieri, ostetriche e tecnici sanitari, i posti a disposizione per i corsi triennali saranno 27.396 (come stabilito dal Dm 2 luglio 2013 n. 592) e gli esami di ammissione sono fissati per il 4 settembre.

Le procedure sono quasi tutte le stesse rispetto alle prove di medicina e odontoiatria. In autonomia gli atenei gestirano la predisposizione del questionario, la definizione delle graduatorie e il metodo di valutazione del bonus maturità, compreso tra 1 e 10 punti. In pratica, dati i tempi ristretti per poter conoscere i voti degli studenti, ogni ateneo procederebbe in autonomia premiando, per fasce di punteggio, i voti di diploma compresi tra 80 e 100 e assegnando 10 punti solo a chi consegue 100 e lode alla maturità.

Altra novità, l'autonomia degli atenei sul numero di opzioni successive alla prima: fino allo scorso anno erano stabilite per decreto in tre, ora il numero potrà variare. La competizione per accedere alla professioni sanitarie è abbastanza alta, con una media generale di 4,4 domande per ogni posto a bando. Ma si va dalle 15 domande per un posto per fisioterapista, alle 13 per logopedista e 9 per dietista, fino ai minimi di 1,3 domande per un posto per terapista occupazionale e assistente sanitario e 1,5 per il tecnico audiometrista.

Per gli infermieri, che hanno il più alto numero di posti a bando (15.940) il rapporto domande/posti è di 2,7, con grosse differenze tra Centro-Nord (2) e Sud (5,3). Questo, perché a essere più gettonate sono le professioni (come, appunto, fisioterapista, logopedista e dietista) che, oltre alla possibilità di lavoro alle dipendenze di una struttura pubblica o privata, lasciano aperte le porte della libera professione.
Affini, ma con ordinamenti del tutto diversi, ci sono poi altre professioni sanitarie: biologia, biotecnologie, farmacia e chimica.

Ormai da qualche anno anche per questi corsi è stato introdotto un test di accesso, non però vincolante per l'ammissione. L'esame infatti serve più per l'orientamento che per la selezione e alla definizione dell'eventuale debito formativo da coprire prima dell'inizio ufficiale delle lezioni. La scelta di questi corsi in alcuni casi viene fatta come seconda possibilità dagli studenti che non hanno superato gli esami di medicina per restare nell'ambito sanitario e tentare in seguito, in alcuni casi, di far convalidare gli esami svolti il primo anno per il passaggio a medicina. Sia il numero dei posti, sia le date di esame e le procedure vengono stabilite autonomamente da ogni singolo ateneo; solitamente i test si svolgono successivamente alle prove di medicina. Gli studenti devono attingere le informazioni sui siti web delle singole università.

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