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La scure dei tagli colpisce la sanitá d'eccellenza

7 Anni 6 Mesi fa #12028 da admin
Ieri mattina sul Corriere della Sera c’era la notizia dei tagli alla sanità privata pronti a mietere vittime anche nel parmense. E, quasi per ironia della sorte nello stesso pomeriggio, presso la sede della Croce Rossa, era già in programma una tavola rotonda per chiarire anche il futuro degli infermieri dopo i colpi di mannaia inflitti dalla spending review. 
I provvedimenti messi a punto dal Governo, infatti, comporteranno a breve diversi cambiamenti al settore dell’assistenza pubblica sanitaria. Come avverrà la riorganizzazione? Come si stanno preparando i territori? E -forse la domanda più inquietante- sulle spalle di chi ricadranno gli effetti dei tagli alla sanità?

SANITA’ D’ECCELLENZA – Per Paola Siri, presidente del Collegio Ipsavi (Infermieri professionali, Assistenti sanitari, Vigilatrici d’infanzia) di Parma la situazione non è certamente delle migliori. “Rispetto alle medie Ocse, in Italia ci sono circa 110mila unità del settore in meno. Anche in Emilia Romagna siamo sotto rispetto ai numeri richiesti”. E tutto nonostante, da più parti, quella della nostra regione sia ritenuta un’eccellenza del settore. 

Non basta però per rimanere immuni dalla morsa della crisi. “I disoccupati appena laureati nel novembre 2011- esemplifica la Siri- lo sono ancora a distanza di un anno. Purtroppo c’è molta difficoltà anche nell’accedere alla professione, forse perché qualcuno è ancora troppo attaccato alla poltrona e non se la sente di dare più responsabilità agli infermieri”. Ed è proprio sul discorso delle responsabilità che senza troppi giri di parole il tavolo dei lavori verte.

“TAGLI NECESSARI” - Tavolo con ospiti d’eccezione Mauro Libè, deputato dell’Udc che si definisce un “montiano di ferro”, e Franca Biondelli, onorevole del Partito Democratico membro della Commissione Sanità al Senato. È proprio la parlamentare piemontese -“prima OO.SS., poi dirigente in una comunità”- la più esperta in materia, ad ammettere che la categoria “non può essere ritenuta una spesa per lo Stato, ma una risorsa da valorizzare”.

Con il decreto Balduzzi il paradosso al centro del dibattito non riesce però a trovare alcuna risposta: come combaciare austerità e diritto alla salute? Tra riduzione dei posti letto e blocchi del turnover, per il comparto infermieristico la situazione non è certamente delle più rosee. “Il Governo ha posto la fiducia su questo intervento –ammette la Biondelli- ma avrei preferito emendarlo e discuterne meglio”. Ma opportunità mancate a parte, la realtà parla chiaro e i nuovi parametri contribuiscono a dipingere un disegno sanitario difficile da guardare. Sono previsti, infatti, 3,7 posti letto ogni mille abitanti e questi numeri penalizzano l’Emilia Romagna perché dovrà tagliare 2.543 letti, comportando, di conseguenza, al taglio  anche di posti di lavoro in ospedale. Il tutto insindacabilmente (per ora) entro la fine dell’anno. 

Per Libè “i tagli devono esserci, sì, ma a patto che ne consegua una riorganizzazione vera. Gli infermieri sono importanti: il loro lavoro è prezioso e i medici questi lo riconoscono. E poi credo che dobbiate anche avere la facoltà di mettere il naso nelle modalità di scelta del vostro settore”. Insomma, fondamentali e con più poteri: per il centrista parmigiano la strada è questa.

SPENDING REVIEW LOCALE  - Eppure per Giuseppe La Torre, infermiere e sindacalista, le cose in realtà sono un po’ diverse. “Io gratifiche non ne vedo. E da tempo, anche perché a Parma e in tutta la regione siamo ormai in spending review da diverso tempo. Il problema è che ognuno deve fare la sua parte. Noi ci sforziamo di adeguarci ai tagli dei governi che si susseguono, ma ai piani alti chi garantisce i nostri diritti costituzionali?” Dubbio lecito e ragionevole in tempi di mal di pancia diffusi come questi. 
“Basta pensare che ci sono più badanti che infermieri negli ultimi anni” aggiunge La Torre, al quale fa eco la collega Tiziana Ferrari: “Bisogna garantire anche il giusto supporto alle famiglie, magari con un team multidisciplinare che sorvoli l’esagerata frammentazione dell’assistenza pubblica”.

RINASCITA EMILIANA - La sanità in Emilia Romagna è un’eccellenza anche per la senatrice del Pd Albertina Soliani, per la quale “anche se deve esserci la riorganizzazione dei posti letto, è fondamentale che nessun paziente resti fuori dall’ospedale o ritardi un intervento per via dei tagli. Piuttosto vedrei bene delle riorganizzazioni per i dirigenti ospedalieri o le facoltà di medicina del nostro territorio”.
“Stando in commissione d’inchiesta- conclude la parlamentare pd- ho visto molta corruzione nel settore da Nord a Sud del Paese. Mi aspetto interventi di altro genere sinceramente, che non penalizzino un welfare sanitario d’eccellenza come il nostro e che valorizzi, fin dalla formazione, il corpo infermieristico locale. Dalla crisi deve venire necessariamente una crescita”.

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