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| Sanità |
| Mercoledì 15 Agosto 2012 10:41 |
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NEGLI OSPEDALI - La situazione a Bari è quasi al collasso. Il pronto soccorso del Policlinico è sommerso di pazienti e richieste di intervento, visto che l’Asl Bari è stata obbligata a chiudere diversi servizi e reparti degli ospedali Di Venere e San Paolo. Il personale, già molto carente, si è ridotto ulteriormente a causa delle ferie e la direzione è stata costretta ad intervenire suo malgrado. Al Di Venere, ad esempio, dei 280 posti letto disponibili ne sono rimasti attivi poco più di 170, il San Paolo ha perso una sessantina di posti. Nei tre maggiori centri ospedalieri baresi sono stati chiusi anche gli ambulatori con prestazione ordinarie e programmate. Complessivamente i posti letto sono stati ridotti del 40 per cento, i reparti più in difficoltà sono ortopedia, medicina generale e chirurgia generale, pneumologia. Come se non bastasse, le cliniche rimaste attive negli ospedali baresi sono costrette ad accogliere pazienti che provengono dai centri della provincia, ancora di più in crisi. Si è creato, quindi, un sovraffollamento che sta mettendo in ginocchio i pochi dipendenti in servizio ad agosto, con un disagio evidente soprattutto per i malati. Le corsie si stanno riempiendo di barelle, ma anche quelle non bastano più. NEGLI AMBULATORI - Oltre al taglio dei posti letto e l’accorpamento dei reparti ospedalieri, la mannaia non ha risparmiato nemmeno gli ambulatori. Complice le ferie e l’impossibilità - per mancanza di fondi - da parte dell’Asl di rimpiazzare medici e infermieri in vacanza, l’azienda sanitaria è stata costretta a comprimere di un terzo gli ambulatori ospedalieri. I conti in rosso non permettono nemmeno di poter far fronte all’emergenza assumendo, anche temporaneamente, altri specialisti e infermieri. Questa settimana, poi, la situazione è resa ancora più complicata dalla riduzione del numero dei medici di famiglia in servizio. Insomma, tra posti letto da cercare con il lanternino e centri chiusi per ferie, ai baresi non resta che evitare di ammalarsi. Almeno fino al 31 agosto, da settembre, infatti, la situazione dovrebbe normalizzarsi. Però, prima di quella data prenotare ed eseguire a stretto giro un semplice esame o una visita specialistica non sarà semplice. La situazione è a macchia di leopardo: alcuni ambulatori resteranno con la saracinesca completamente abbassata almeno fino al 20 agosto, altri invece garantiranno l’assistenza solamente due o tre giorni a settimana. L'ALLARME DEI SINDACATI - L’allarme dei sindacati «Ancora tagli alla sanità pugliese: la giunta regionale ha approvato un abbattimento di spesa di 21 milioni di euro ai fondi per il personale amministrativo che si traduce nel taglio di 650 unità alla Asl di Bari», denuncia Nicola Brescia segretario generale dell’Usppi. «Verranno sacrificate le unità amministrative - prosegue il sindacalista - per evitare d’intaccare i livelli essenziali di assistenza. Il personale ospedaliero, infatti, non risulta particolarmente colpito salvo che per il taglio di 67 infermieri. A rischio sono i Cup - centro unico di prenotazione - per i quali era stato previsto il potenziamento. Resta salva la rete per l’assistenza territoriale, almeno per il momento».
Fonte: Corriere del Mezzogiorno |