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Gentile Direttore,
le scrivo per fare alcune considerazioni sui fatti di maltrattamento, agli anziani ed ai disabili, di questi giorni. Mangiacavalli interviene sui fatti, ma prevalentemente in difesa degli infermieri  vittime  di pestaggi mediatici. Il pestaggio mediatico a mio avviso è un problema che non può essere trattato in seno ad un evento di maltrattamento, necessario scindere i due problemi. In questo momento poteva essere sufficiente informare  il “mondo”, mediante un comunicato stampa,  sull’errore fatto dai giornalisti.

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A leggere alcuni commenti a margine della sentenza n. 8132/2015 della Corte d’Appello di Roma, parrebbe che il Codice Deontologico dell’infermiere e, segnatamente, la disposizione di cui all’art. 49, costituisca un’arma utilizzabile contro l’infermiere per legittimarne il demansionamento, inteso come assegnazione di mansioni inferiori.
 

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Milleduecento unità che saranno immediatamente reintegrate nel settore della Sanità campana. Lo annuncia il presidente della giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, dopo l'incontro avuto con il commissario Joseph Polimeni e il sub commissario Claudio D’Amario. 

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Non si ferma la battaglia degli infermieri dell’Azienda Ospedaliera di Padova. Questa mattina i rappresentanti di Cgil Cisl e Uil incontreranno il prefetto di Padova, Patrizia Impresa, per cercare di trovare una soluzione alla carenza di organico.

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Sale operatorie e reparti svuotati all'ospedale di Padova e la colpa è della cicogna in arrivo. Sono 130, secondo i sindacati, le infermiere e 16 le ostetriche in dolce attesa. Una situazione che rischia di mettere in crisi reparti strategici come le terapie intensive e la gastroenterologia. Al punto che gli organismi di rappresentanza dei lavoratori hanno proclamato lo stato di agitazione e chiesto la mediazione del prefetto Patrizia Impresa.

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«Ho visto pagare, dalla Regione, 25 euro l'ora per una prestazione infermieristica che però viene retribuita, nel contempo, solo 8 euro l'ora all'infermiere ingaggiato: una differenza giustificatami come rischio d'impresa». Un rischiatutto uno e trino: oltre i due terzi della prestazione alla società interinale e la restante quota all'infermiere in "affitto".

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Ciro Carbone, presidente degli Infermieri di Napoli e Consigliere nazionale Ipasvi ha detto chiaramente: “L’avvio delle procedure concorsuali e per la mobilità per infermieri e per infermiere pediatriche, la stabilizzazione dei precari sono l’unica strada percorribile per evitare il collasso della sanità pubblica. E’ questa la vera emergenza. Non si possono affrontare le altre gravi questioni come le liste d’attesa e la qualità delle prestazioni se non si risolve il vero dramma della Sanità campana: la carenza di personale infermieristico, medico e delle altre professioni sanitarie“, aggiunge Carbone.

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È una sfida coraggiosa quella lanciata dal Collegio IPASVI di Firenze che, invita in primis la Toscana e poi anche le altre Regioni, a rivedere il cosiddetto numero chiuso dei corsi di laurea in Scienze Infermieristiche. Dalla ricerca epidemiologica di Angelo Mastrillo, segretario della Conferenza Nazionale dei corsi di laurea delle professioni sanitarie, sui “Corsi di laurea delle professioni sanitarie.

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IVREA. È stato sottoposto ad un delicato intervento di angioplastica per la riapertura di tre coronarie occluse (operazione perfettamente riuscita al San Giovanni Bosco di Torino) il tennista amatoriale colpito da infarto mercoledì scorso mentre, in tarda mattinata, disputava un incontro di doppio sui campi del Tennis club Ivrea.

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