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Influenza settembre-ottobre 2016, tornano virus intestinale

10 Mesi 2 Settimane fa #13014 da admin
Non siamo ancora entrati in ottobre che il virus influenzale ha colpito già due casi nel sud Italia. Come anticipato sopra, in Puglia, nello specifico all’interno del Politecnico di Bari, i medici hanno riscontrato due virus di tipo A, sottotipo H3N2. I soggetti interessati sono due bambini di 6 e di un anno, ricoverati allo stesso a causa di problemi respiratori, bensì rilasciati dopo poche ore.

Tale situazione è insolita, stando ai dati emersi negli anni precedenti, in quanto l’influenza tendenzialmente interessa gli ultimi due mesi dell’anno per poi prolungarsi entro la stagione invernale conseguente. Il problema esplicitato dalla professoressa Maria Chironna risiede nell’attuale assenza di un vaccino somministrabile, disponibile soltanto nei primi giorni di novembre.

Oltre ad una sintomatologia respiratoria, il ceppo A/H3 pare toccare anche i disturbi intestinali considerando altri casi riscontrati in Italia. Febbri superiori ai 38 gradi, abbinate ad un malessere generale che ne consegue, potrebbero dunque comportare le ulteriori indisposizioni di cui sopra.

Influenza 2016: i consigli e le eventuali cure degli esperti

Gli epidemiologi parlano di un possibile picco previsto per Natale e i primi giorni del 2017. Consci dell’inefficacia di trattamenti antibiotici, gli esperti consigliano la prevenzione mediante la vaccinazione, disponibile a partire dai primi giorni di novembre.

Oltre al vaccino, è sempre utile ribadire quanto una prevenzione naturale a base di una dieta leggera e l’adempire alle norme igieniche possa risultare fra gli strumenti più efficaci. Adeguare il proprio vestiario alle temperature, lavarsi le mani dopo le ore passate in luoghi pubblici, non per forza troppo affollati, o prestare attenzione all’igiene casalinga sono consigli ogni anno reiterati da medici ed esperti, specialmente rivolti a bambini ed anziani.

In ultimo, ricordiamo quanto sia dannoso cercare di contrastare i virus influenzali mediante un digiuno prolungato. Al contrario, uno studio risalente al 2000, pone fra gli alimenti consigliati in tali occasioni la zuppa di pollo, sostanza che risponde in maniera corretta agli effetti apportati dal virus, da coordinare preferibilmente ad una dieta a base di fibre vegetali e vitamina C.

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